MARKETING COMUNICATIVO nei conflitti

TIRIAMO LE SOMME 

Con questo lavoro, ho cercato di rispondere ai tanti interrogativi che spesso ci poniamo riguardo l’efficace utilizzo della comunicazione per risolvere i conflitti. Ritengo utile, a tal proposito, applicare le griglie tipiche del marketing: analisi, pianificazione, azione  e raggiungimento dell’obiettivo.

Nel nostro interloquire  possiamo ben tenere a mente un modello utilizzato nel marketing operativo con una delle quatro P ( Prodotto, Prezzo, Punto Vendita, Promozione). La leva di interesse è la “Promozione” e il modello è quello di AIDA un acronimo che sta per Attention, Interest, Desire, Action. Nel nostro parlare dobbiamo cioè attirare Attenzione e quindi Interesse per portare al Desiderio dell’altra parte di ascoltarci e quindi Azione per giungere alla soluzione.

Ho messo in luce negli articoli precedenti in cosa consista una comunicazione efficace ed etica, mettendo al corrente il lettore delle credenze errate tipiche del senso comune in merito al tema in questione. Tutti possiamo constatare come la gente tenda a considerare la comunicazione semplicemente come uno strumento a propria disposizione da utilizzare in modo spontaneo, istintivo, senza alcun tipo di controllo.

Innanzitutto, ho cercato di presentare il fenomeno esponendo esempi concreti di conversazione non idonei ad uno scambio pacifico e nel rispetto del proprio interlocutore, in modo tale da rendere tutti consapevoli degli errori in cui possono incorrere, spesso in modo inconsapevole durante una conversazione.

Ho quindi dapprima analizzato il problema come si fa in un piano di marketing. Ho mostrato come spesso la gente non rispetta l’interlocutore, imponendo il proprio io a discapito del noi, prevaricando l’altro attraverso brusche interruzioni e sovrapposizioni di voci che contrastano con una modalità ordinata nel rispetto dell’altro. 

Tali situazioni portano inevitabilmente ad un’escalation che, muovendo dalle liti quotidiane, giunge alla costruzione di un conflitto interpersonale che può manifestarsi secondo modalità violente e aggressive.  

I problemi esposti convergono tutti alla ricerca di una soluzione dei conflitti distruttivi. Il mio intento, consisteva nel dissuadere la gente da forme di comunicazione inadeguate e inefficaci, caratterizzate da minacce, offese, inganni.

Nei post della categoria della comunicazione ho proseguito spiegando minuziosamente il significato del concetto di comunicazione, giungendo all’introduzione dell’ideale di una comunicazione etica utile, secondo il mio parere, ad instaurare e mantenere relazioni stabili, efficienti e durature.

 Nella terza parte, infine, ho riformulato il concetto di conflitto, ritenendolo un elemento non necessariamente negativo, da eliminare, un fallimento o pericolo da cui difendersi. In ogni relazione possono crearsi problemi di comunicazione, causati da svariati motivi: ad esempio comunicare in modo troppo vago o non comunicare affatto a causa di paure, insicurezze o orgoglio.

Il lettore sarà sorpreso nel constatare che, se rielaborata, una situazione di ostilità assicura un arricchimento e un’evoluzione positiva nella vita di relazione tra gli interlocutori.

 Ho desiderato far emergere le potenzialità di una buona comunicazione e di un conflitto condotto secondo modalità costruttive, ponendo il contrasto e il disaccordo secondo un’ accezione positiva che conduce alla ristrutturazione e realizzazione di una relazione significativa con gli altri.  

Nel conflitto costruttivo, ognuno è disposto a cercare soluzioni nuove e creative ai problemi che avevano originato il conflitto. Tutto sta nell’adottare un atteggiamento mentale positivo.  

Chiudo citando un aforisma  di Chris Guillebeau: Se il tuo piano A fallisce, ricordati che hai altre 25 lettere a disposizione. Nel marketing non ci arrende mai, si sperimenta sempre; parallelamente anche nei conflitti comunicativi c’è sempre una soluzione, basta cercarla utilizando metodi e strumenti del marketing e della psicologia.

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